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Home->La finestra di Cristina->Un’ Italia allo sfascio! (09-02-2008)

Un’ Italia allo sfascio!
(9 febbraio 2008)

(di Cristina Piccinno)


Note biografiche


Non ho mai nutrito un interesse particolare per il mondo della politica e ammetto di aver sottovalutato, scansato con indifferenza tutti quei dibattiti televisivi, nei quali prevaleva un tono autoritario degli interlocutori, al fine di aver la propria ragione. Ma, da quando ho uno spazio tutto mio su ViviMaglie, ho ritenuto opportuno prestare più attenzione verso ciò che accade in Italia anche, per non dire soprattutto, per precise responsabilità di chi governa ed amministra. Così ho deciso di esternare il mio pensiero che potrà valere quanto quello di una comunissima persona assolutamente non addetta ai lavori.

Ancor prima di varcare l’attesissimo anno nuovo, il nostro Paese si aggrappava, fiduciosamente, a due grandi speranze, quella di pagare meno tasse e di ottenere retribuzioni più ragionevoli che consentissero a chi lavora di condurre un tenore di vita dignitoso. L’improvviso sciopero dei trasporti ha ottenuto il disappunto di molti cittadini italiani perché, oltre a creare una paralisi globale e regalare alla vista dei nostri occhi un esercito di disperati recarsi ai distributori di benzina, ha indotto una parte di cittadini a schierarsi con i “rivoluzionari” ed un’altra, con gli “antirivoluzionari”. Ho trovato umiliante per il nostro Paese, ridursi a misure cosi drastiche e, perché no, irresponsabili per ottenere dei risultati. Certo, non si ha molta scelta con un Governo che non dà fiducia e, tantomeno, garanzie migliorative per il nostro Paese. In conseguenza alla sommossa dei Tir, si è registrato un aumento dell’inflazione che ha ulteriormente acuito la crisi delle famiglie italiane.

L’assetto della nostra Italia, indubbiamente, non gode di un ottimo equilibrio che, a mio parere, è reso precario proprio dallo scoordinamento degli ingranaggi politici. Ci troviamo al cospetto di un’Italia sotto pressione, malata e, soprattutto, indifesa. La crisi di Governo, poi, che si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno, la lascia nel bel mezzo di una “bufera” di rifiuti, quasi come in un ritratto emblematico. I politici affermano di voler soddisfare le esigenze degli italiani e garantire lo stato di benessere alla nazione; se volessero veramente quanto dicono, dovrebbero metter da parte i conflitti d’interesse che li affliggono e dare una svolta decisiva al Paese, proponendo un rimescolamento delle carte, in modo da far respirare a tutti un’aria nuova.

Dalle consultazioni emerge, chiaramente, l’idea di votare al più presto. Al più presto indicherebbe il mese d’aprile. Ma il tempo che intercorre tra la fine del Governo e le probabili elezioni non è da sottovalutare. Perché non approvare, quindi, un Governo istituzionale che cambi, quantomeno, la legge elettorale? Come facciamo, noi elettori, a scegliere e votare un candidato, se il nostro Paese è in balia delle segreterie politiche dei partiti? Berlusconi è insofferente e, pur di andare al voto, organizzerebbe una marcia su Roma. Ma non siamo mica ai tempi di Mussolini! Sicuramente, non sarà con l’incoerenza e il doppio gioco che otterrà voti e governerà il Paese, ahinoi, per un’altra volta.

Maglie, 9 febbraio 2008


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