Tra i maggiori problemi della nostra nazione, economici e politici, si collocano, da mesi, in primo piano, anche quelli ambientali.
Menzionarli non è una soluzione; quantomeno è doveroso prendere in pugno la situazione e agire risolutivamente al più presto.
L’immagine di una Napoli maltrattata, sminuita, non solo dalla camorra, ma soprattutto, da una cascata, quasi coriandolesca, di tonnellate di rifiuti, mi lascia immaginare che, altre regioni, Puglia compresa, possano prendere “ESEMPIO” da essa, come in segno di solidarietà.
I controlli avvenuti in alcuni comuni del Salento, hanno lanciato un allarme ambientale che molti cittadini ignorano, aggravando e rendendo indecorose, molte pinete e strade di campagna.
Allora, siamo pronti ad imputare tutte le colpe alle istituzioni, trascurando, consapevolmente, che, in ballo, c’è una questione etica e morale. Viene meno il senso civico d’ogni paese che degrada l’ambiente circostante, incurante del danno che potrebbe arrecare ad esso, ma anche alla sua persona.
Credo che determinazione e civiltà siano le armi vincenti per garantire il decoro d’ogni paese, trasformandolo in un ottimo biglietto da visita, anche dal punto di vista turistico, visto e considerato che il Sud è meta di molti vacanzieri. Purtroppo, non mi preoccupa solo quello che è disperso nell’ambiente, ma quello che si diffonde nell’aria e che noi inaliamo con i nostri polmoni.
Prendo come esempio Maglie, una cittadina in crescita. Come ben sappiamo, la sua piazza rappresenta il fulcro di molti locali commerciali e, di conseguenza del traffico veicolare.
In alcune occasioni, sono solita raggiungere il centro con la mia sedia a rotelle, spesso con un po’ di riluttanza, proprio perché sono costretta, o a respirare il lezzo di quel fumo grigio emesso dai tubi di scarico d’ogni automobile, o ad andare in apnea per alcuni secondi. Entrambe, soluzioni alquante scomode.
A questo punto, proporrei di chiudere la zona al traffico, in orari e periodi in cui si prevede un maggiore afflusso, posteggiando le proprie auto in un parcheggio che funzioni solo da tale e, non da “alloggio” per contenitori della spazzatura.

Il bersaglio di tante critiche non è solo Maglie-centro, ma anche la zona industriale, in cui si eleva la Copersalento. Ebbene, quando il vento gioca a nostro sfavore, il cielo magliese è “inebriato” da un odore ripugnante e insopportabile per il nostro olfatto, tanto da sollevare polveroni di lamentele. Quest’ industria svolge un compito che, secondo me, non le si addice. Essa brucia rifiuti solidi urbani, farine animali, scarti del legno e del tabacco non trattato, con l’aggiunta di pneumatici.
Ecco cosa respiriamo ogni volta!!! Pensate come si sentono i nostri polmoni! Tra l’altro, leggendo, per caso, ho scoperto che enormi quantità di rifiuti bruciati dalla Copersalento provengono dal Veneto.
Allora, mi chiedo: “ Perché la Copersalento non si limita a svolgere le mansioni di una volta e, il Veneto non smaltisce i rifiuti in casa propria?”.
Maglie, 28 marzo 2008