Il sistema integrato dei servizi socio-sanitari
(di Domenico Panarese)
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Non tutti sanno che con la legge quadro sull'assistenza n. 328, approvata del 2000, e poi con quella della Regione Puglia n. 17 del 25/8/2003 "Sistema integrato d'interventi e servizi sociali in Puglia" si sono aperte ampie possibilità di riforma delle politiche sociali.

La novità più rappresentativa è data dal "piano sociale di zona" che consiste in un documento programmatico triennale il quale, indicando obiettivi, strategie e misure concrete, definisce le politiche sociali di un determinato Comune per un periodo di tempo che può andare dai due ai quattro anni.
Il piano tende ad impegnare l'amministrazione comunale nella programmazione, nella progettazione e nella realizzazione del sistema cittadino dei servizi e degli interventi sociali.
Le varie problematiche vanno affrontate attraverso la "integrazione" e con il "coinvolgimento" nelle fasi di progettazione, attenzione e valutazione dei diversi soggetti pubblici, sociali e privati. Non ci dovrà più essere mancanza di dialogo e di cooperazione nella stessa città tra gli operatori pubblici dell'assistenza con le realtà del volontariato e viceversa. Come pure dovrà esserci un coinvolgimento tra gli uffici dello stesso Comune con scambi d'informazioni, coordinamento delle risorse finanziarie e programmazioni.
Altra attuale realtà negativa si riscontra con gli interventi sociali che vengono fatti occasionalmente ed operati senza prima procedere alla conoscenza dei dati relativi, ignorando la realtà sociale da affrontare nei vari settori del lavoro, dell'occupazione, nell'aiuto agli anziani, alle donne ed adulti in difficoltà, bambini ecc.
Per tutto questo la riforma del 2000 e la legge regionale del 2003 hanno previsto l'istituzione del "sistema integrato ed informativo dei servizi sociali" che dovranno avere concretezza, efficacia, efficienza e realismo ai piani comunali di zona.
Se lo scopo delle suddette norme è quello di "predisporre programmi mirati per il superamento di tutte le istituzioni chiuse e separate che limitano ed impediscono relazioni sociali e con esse il naturale sviluppo della persona umana" c'è da augurarsi che il Sindaco, al fine di promuovere "il piano di zona", dia subito inizio, con la collaborazione della Provincia e delle associazioni locali, alla conoscenza dei problemi dei servizi pubblici esistenti nel territorio per procedere poi alla programmazione ed alla gestione del sistema d'interventi e servizi sociali.
Il testo della legge quadro 328/2000
Il testo della legge regionale n. 17 del 25/8/2003
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