Ma prima di addentrarci nel nostro modesto tentativo di analisi, vorrei raccontarvi di un incontro del tutto casuale con un vecchio amico, uno dei tempi epici, di quando il Partito Popolare, a Maglie, era attivo e fattivo. “Caro Enzo” mi fa “sai che ti leggo volentiri su ClioMg? I tuoi interventi sono interessanti solo che…” Comincio a preoccuparmi. “ …il tuo modo di scrivere mi pare un po’ troppo filosofeggiante ed arzigogolato. Non potresti scrivere più terra-terra e magari occuparti di questioni più casalinghe, più magliesi?”
Lo ringrazio per le sue osservazioni e lo rassicuro che ci avrei pensato su molto seriamente. Qualche giorno dopo quell’incontro muore Luigi Pintor, mitico fondatore del Manifesto. In una estemporanea commemorazione radiofonica del defunto, il commentatore legge un suo pensiero che mi ha molto colpito e che rievoco, a memoria, così:” Oggi, per chi dentro di sé coltiva il desiderio di scrivere, basterà avvicinarsi ad un edicola o ad una libreria, per capire quanto sia inutile uno scritto ulteriore. In passato si scriveva per migliorare il mondo, oggi solo per arricchirlo…”
Caro amico mio, come a questo punto evitare il discorso filosofico? Come evitare di porsi degli interrogativi introspettivi? Enzo Lattante che scrive qualche nota per pochi intimi cosa si propone? Di migliorare o di arricchire il mondo? La decenza m’impedisce di rispondere mentre la razionalità cerca una via d’uscita alternativa.
Il mondo moderno è globalizzato nella concezione di un’economia senza frontiere che non ammette rallentamenti nella corsa senza regole al consumismo. E’ internettizzato nelle comunicazioni affinché l’informazione o, meglio, lo spaccio della stessa viaggi, assolutamente in tempo reale, in ogni angolo del pianeta ed è inflazionato da immagini e messaggi mediatici di giornali e TV.
In un quadro come questo “l’impressione”, sempre più spesso teleguidata, circa i vari accadimenti, la fa da padrona sull’opinione meditata cui si concede sempre meno spazio e tempo. Alla stregua dei cibi precotti, il “c’è chi pensa per te” viene servito sotto le forme più subdole per essere regolarmente consumato da quelle persone che hanno paura di sentire il cigolio del proprio cervello arrugginito.
Enzo Lattante scrive soprattutto per se stesso perché è convinto che il solo tentare di descrivere la realtà, mettendo nero su bianco con la massima onestà di cui è capace, implichi lo sforzo dell’approfondimento. E dall’approfondimento alla comprensione, per gli uomini di buona volontà, il passo può essere breve. Detto questo vorrei giustificarmi sul perché non amo parlare di questioni prettamente magliesi. Poiché i temi che tratto sono generalmente politici ed esiste il detto che il pesce quando va a male comincia a puzzare dalla testa, non mi pare il caso di commentare scimmiottature locali quando gli originali li abbiamo a Roma in bella evidenza.
Ad esempio, per puro caso una mattina, mi pare su Canale 8, ho assistito ad alcune battute del nostro sindaco, sen. Chirilli, che mi hanno sconcertato. In sintesi, rinvangando la storia della SME, rilanciava le accuse nei confronti di Prodi, Amato e compagnia. Avrei voluto dirgli “Caro Francesco, mi sei simpatico e ti stimo sul piano personale, ma lascia queste pastoie alla disperata difesa di un Berlusconi braccato. Lascia che si proclami salvatore dello Stato per essere riuscito, all’epoca, a pagare il giusto prezzo in quella discussa operazione commerciale e pensa che così forte dev’esser stato l’amor di patria che il fine giustificò ogni mezzo.
Lascia a lui, ai vari Vito, Bondi, Schifani ed a tutta la folta schiera di lacché senza marsina che lo circonda, il poco edificante compito di gettare fango in ogni direzione all’insegna del “muoia Sansone con tutti i filistei”. Noi gente decentrata di un ancor più decentrato sud siamo gente seria, poco disposta a barattare i nostri semplici e genuini valori con un malservito piatto di lenticchie.
Ma, giacché siamo a Maglie, restiamoci ancora un momento. Vorrei far presente al nostro simpatico sindaco che, proprio di fronte a casa mia, in via Bottazzi, esiste un piccolo parco alberato mal curato che i bambini del rione “Madonnina” usano per tirare due calci ad una palla.
Le condizioni precarie della pavimentazione e lo stato d’incuria in cui langue tale piccolo parco hanno causato il ferimento di diversi bambini tanto che gli stessi, prima d’iniziare a giocare, lo ripuliscono e cercano di tenerlo in agibilità. Orbene, qualche persona vecchia nel cuore prima che nel corpo, un giorno, infastidita dalle grida gioiose dei bimbi ha chiamato i vigili urbani perché li facessero smettere.
Caro Francesco, vorrei chiederti, se per questo motivo dovesse giungere qualche altra telefonata ai vigili, non farli disturbare per un intervento inutile ed ingeneroso soprattutto nei confronti di chi magari non può permettersi d’iscriversi a costose scuole di football. A proposito, mi dicono che il progetto di don Antonio Carluccio per un campetto di calcio per i ragazzi, si è ingolfato nel solito pantano burocratico. Puoi fare qualcosa? Grazie.
Dopo questo ben lungo preambolo, vediamo cosa si riesce a capire dopo questa prima tornata elettorale. Devo dire ch’ero veramente curioso di vedere come gl’italiani avrebbero giudicato questi due anni di berlusconismo. Certo, le amministrative non sono le politiche ed in più la parzialità del campione elettorale non fornisce garanzia alcuna circa la tendenza reale del Paese ma, ugualmente, ero fiducioso che un segnale, anche piccolo, non sarebbe mancato per farci intendere in che modo l’elettorato stesse indirizzandosi.
Di segnali ne sono pervenuti parecchi. Un paio di grande rilevanza. Il primo, eclatante, il risultato di Roma. La Provincia strappata con forza, e con che forza, dal governo del centrodestra viene conquistata da una coalizione compatta ed inedita del centrosinistra. In pratica l’Ulivo senza defezioni e Rifondazione Comunista, oltre che stravincere, hanno lanciato l’inequivocabile messaggio che uniti si vince.
Riusciranno i vari capi e capetti a superare se stessi e portare al giudizio elettorale nelle prossime politiche una coalizione altrettanto unita e vincente? Questa è la vera sfida delle forze del centrosinistra. Un altro avvertimento importante dell’elettorato, a mio modo di vedere, è quello che, pur non tradendo, per il momento, lo schieramento d’appartenenza, premia le forze che, all’interno di quello schieramento hanno dimostrato maggior ragionevolezza e soprattutto moderazione. Questo accade all’UDC di Follini e Casini nel centrodestra ed al PDS di Fassino e Veltroni nel centrosinistra. Chi ha orecchie intenda!
Per quanto concerne la logica dei numeri occorre attendere gli esiti dei ballottaggi. Nelle provinciali abbiamo, oltre al notevole capovolgimento di Roma, 4 conferme per il centrosinistra, 4 per il centrodestra e 3 ballottaggi. Nei comuni capoluoghi troviamo 2 conferme per il centrosinistra, 1 per il centrodestra e 6 ballottaggi.
Negli oltre ottanta comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, riscontriamo 16 conferme per il centrosinistra, 8 per il centrodestra, 40 ballottaggi, 10 capovolgimenti di fronte a favore del centrosinistra e 9 a favore del centrodestra. Di quest’ultimi, a onor di cronaca, ben 6 si sono verificati nella nostra regione. Per un’analisi più completa dovremo aspettare una quindicina di giorni.
In queste ore si è consumata una regolazione di conti ai danni del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, reo di essersi dimostrato contrario alla guerra in Iraq e, più in generale, poco condiscendente con la linea governativa. Mi viene in mente un articolo di Curzio Maltese dal titolo “Le spallate del Cavaliere” che si può trovare nell’archivio politico di Repubblica. Leggiamo e meditiamo cari amici! Alla prossima.
Maglie, 31 maggio 2003