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In queste afose, interminabili nottate d’agosto, combatto l’insonnia da calura leggendo. So di non essere un caso isolato ma per riuscire a conciliare il sonno in tempi rapidi, giocando d’astuzia, ho scelto un libro che, di primo acchito, m’è parso il classico mattone, duro da digerire e quindi utile allo scopo. L’autore, Fernand Braudel, è un economista e demografo, il titolo “Civiltà materiale, economia e capitalismo”.
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Ma, contrariamente alle attese, gli argomenti trattati m’hanno preso subito, sin dalle prime pagine, in particolare quando, dovendo trattare dell’andamento demografico dell’umanità nei secoli passati, si parla di flussi e riflussi, di sistema delle maree. Dice Braudel: “…quello che è cambiato, e completamente, è il ritmo stesso della crescita della vita. Oggi, uno sviluppo continuo, più o meno vivace, a seconda delle società e delle economie, ma continuo. Ieri, crescite, poi regressi, come maree susseguentesi…” ed ancora “…Queste fluttuazioni lunghe si ritrovano anche fuori dall’Europa e, in modo sensibile, negli stessi momenti. La Cina e l’India hanno probabilmente progredito o regredito con lo stesso ritmo dell’Occidente, quasi l’intera umanità fosse presa in un destino cosmico primordiale, nei cui confronti il resto della sua storia fosse verità secondaria.”
Spadolini ruppe con le abitudini consacrate. Cercò (va sottolineato lo sforzo non sempre riuscito) di scegliere i suoi ministri senza tener conto delle indicazioni delle segreterie dei partiti e pose alla testa dei conglomerati industriali di proprietà pubblica specialisti di vecchia esperienza e non i soliti accoliti politici. Indagò sui massoni della misteriosa loggia P2, dichiarandola illegale e destituendo gli alti ufficiali delle forze armate che vi risultavano iscritti.
Combattè la micidiale arroganza della mafia siciliana nominando Carlo Alberto Dalla Chiesa prefetto di Palermo, ignorando che stava, in tal modo, decretandone la condanna a morte. La sua esperienza in qualità di Presidente del Consiglio terminò nel novembre dell’82 dopo aver guidato due governi consecutivi di pentapartito. Nonostante divisioni e lacerazioni tra democristiani e socialisti riuscì a dare un’idea di novità nello scenario politico nazionale che Indro Montanelli definirà “Odore di pulizia”.
In seguito fu chiamato a capo di diversi ministeri anche durante il rampantismo craxiano ed è bene ricordare che egli prima di accettare di far parte di qualsiasi governo poneva la pregiudiziale che tale governo riconoscesse e s’impegnasse ad affrontare la questione morale, ossia quel male metastatico che affliggeva la società italiana. Nel 1987, divenne Presidente del Senato e conservò tale carica fino al 1994, anno in cui per un solo voto, quello di un senatore (che non merita citazione) eletto tra le file dell’opposizione ma prontamente passato alla maggioranza, subì l’umiliazione di non venire riconfermato nella carica che venne in tal modo ricoperta da un berlusconiano, un certo Carlo Scognamiglio (e chi se lo ricorda più?).
Offeso dall’arroganza della nuova classe dirigente che, pur professandosi liberale, non lo aveva lasciato, lui che liberale era davvero e da più tempo, come scrisse Montanelli, “morire sulla poltrona più alta di Palazzo Madama” il 4 agosto del 1994 cedette al male che lo tormentava da mesi.
Come mai in queste afose giornate di fine luglio mi sovviene la storia di Giovanni Spadolini e della sua questione morale? E’ presto detto anche questo. A prescindere dalle rocambolesche avventure dell’attuale guardasigilli (ministro della Giustizia) tale ing. Roberto Castelli che tenta di fare baratto di “grazie” col Presidente Ciampi, che, interpretando a modo suo le leggi, blocca le rogatorie poi chiede una consulenza al Parlamento (sic!) poi, illuminato da Fini, sblocca le rogatorie perché ora è tutto chiaro ecc. ecc., una notizia mi ha fatto letteralmente trasecolare.
Apprendo dai giornali che, secondo la Commissione Antimafia, la mafia, in Sicilia, praticamente non esiste più o quantomeno non rappresenta un pericolo serio per la società civile per cui è del tutto inutile che procure come Firenze, Caltanissetta e Palermo continuino ad indagare su presunti mandanti di terzo livello e a sognare di cupole inesistenti.
La parte della Commissione Antimafia in rappresentanza della maggioranza governativa ha approvato con i suoi 22 voti, contro i 16 dell’opposizione, la relazione annuale, di oltre seicento pagine, in cui si minimizza la presenza della mafia sia nel contesto nazionale sia in quello internazionale.
A questo punto, rivolgendo il mio pensiero a Spadolini che immagino su di una nuvola-libreria intento a sganasciarsi dalle risate fino…alle lacrime, mi dico delle due l’una: o il governo Berlusconi, realizzando il sogno spadoliniano, ci ha finalmente liberato dall’incubo della piovra mafiosa o, finalmente, la piovra mafiosa ha raggiunto lo scopo di andare al governo.
Buone vacanze a tutti.
31 luglio 2003
E’ un concetto affascinante ma che fa accapponare la pelle. Perché se è vero che dal 1800 in poi carestie e pestilenze si sono rarefatte grazie alla razionalità tecnologica, l’umanità, dovendo fare comunque e sempre i conti col proprio destino cosmico primordiale, potrebbe veder sostituiti gli antichi flagelli con un altro ben più terribile malanno come, ad esempio, la propria follia. E, attraverso gli abissi dell’irrazionale, potrebbe correre dritta filata verso l’autodistruzione, precludendosi ogni possibilità di riflusso.
E’ risaputo che i nostri moderni armamenti sono in grado di cancellare definitivamente la Terra dal sistema solare, per cui chi ha espresso il concetto che la prossima guerra mondiale sarebbe stata combattuta con le clave, potrebbe rivelarsi un inguaribile ottimista. Fatalismo catastrofico da novella Cassandra il mio? Può darsi. Ma se potessimo contare sul giudizio obiettivo d’un osservatore esterno, un extraterrestre, qualcuno che non condivide il nostro stesso destino e gli chiedessimo un parere sul cammino che abbiamo intrapreso, diciamo a partire dall’alba di questo nuovo millennio, cosa potrebbe rispondere?
Ci direbbe che al di la delle umane allucinazioni con cui siamo bravissimi a travisare la realtà rendendola irriconoscibile, i fatti restano l’unica vera inconfutabile testimonianza di ciò che accade. E i fatti ci dicono che i falchi che hanno preso in mano le redini del mondo lo stanno conducendo alla catastrofe. La loro cecità politica, unita ad una grande ignoranza delle cose, ha innescato la bomba ad orologeria della guerra di religione ed essi rispondono alle provocazioni con azioni che fanno il gioco dei provocatori.
Si risponde alla follia con altrettanta follia. Cosa c’è, infatti, di più folle dell’idea di poter portare la pace con la guerra? Si condannano i fondamentalisti islamici e gl’integralisti religiosi, dando loro la responsabilità del fanatismo per coprire una politica anacronistica fatta di neocolonialismo, d’imperialismo economico e, perché nasconderselo, anche di quella stessa intolleranza razziale che, a parole, si vorrebbe combattere.
In uno speciale del TG1 di qualche sera fa ho assistito ad una trasmissione dal titolo “Vinta la guerra, persa la pace”. Titolo conciso ed azzeccato quanto prolisso e patetico il contenuto. Ci si interrogava sui perché e sui come le cose stessero andando a ramengo in ogni parte del mondo. Si dava la notizia del calo di consensi del presidente U.S.A. in un contesto ipocrita da commedia dell’arte. Occorre avere il coraggio di denunciare apertamente che la politica di Bush e Sharon sta portando danni incalcolabili e forse irreparabili a tutto l’Occidente.
Esiste la convinzione che il modello di vita occidentale, unitamente al sistema economico capitalistico sia quanto di meglio per l’uomo moderno. E allora, mi chiedo, come mai non riusciamo ad esportarlo senza ricorrere all’atomica (Giappone), al napalm (Corea e Vietnam del Sud) ed alle bombe intelligenti (Afganistan, Iraq)? Come si fa a non capire e quindi rispettare il fatto che altri popoli, in virtù della loro storia possano avere una visione diversa della vita e dei valori umani? La storia continua a non insegnarci nulla? Nel 1500 Hernan Cortes portò la civiltà spagnola in Centro America: Inca ed Atzechi furono cancellati insieme alla loro splendida civiltà. E’ questo il mondo che vogliamo? Possibile che non riusciamo a ricordarci che esistono altre forme di risposta al terrorismo? Eppure il “Mahatma” Gandhi liberò il suo Paese, l’India, grande quanto un continente, dal giogo britannico senza sparare un solo colpo.
E giusto per restare in India, le esplosioni a Bombay sono notizia di queste ultime ore. Ma tutto il mondo, a guisa delle fumarole flegree, è un ribollire di esplosioni e di violenza. La strage degli innocenti continua mentre i protagonisti della follia, da Sharon a Bin Laden, da Bush a Saddam Ussein sono vivi e vegeti e covano nelle loro tane i piani delle misure e delle contromisure. Eresia! Ho messo nello stesso calderone Bush e Saddam. Sono perduto. Sarò etichettato come antiamericano ingrato e, peggio, comunista!
Ma, giust’appunto, preciso. Non sono comunista perché, pur considerando irrinunciabile il diritto alla pari dignità di ogni essere umano, non vedo perché Nostro Signore doveva prendersi il fastidio di dare a ciascuno di noi impronte digitali diverse. E non sono antiamericano più di quanto sia antiitaliano. In realtà mi sento molto solidale col popolo americano perché sono convinto che, insieme a noi italiani, stia subendo una delle peggiori amministrazioni della sua storia.
Cosa resta da fare, dunque, a noi, popolo bue, dopo aver accertato in che via ci si stia incamminando? Ci sarà, dopo questo innegabile flusso di negatività, la possibilità di vivere un riflusso storico quanto mai duraturo dove finalmente l’ignoranza cederà il passo alla vera conoscenza, dove la saggezza prevarrà sulla stupidità, dove sentire fratello il diverso sarà la base della pace e della prosperità dei popoli?
Se contagiati dal virus della follia, non saremo in grado di dare una risposta chiara e categorica, con i mezzi propri della democrazia, liberandoci dal giogo malefico di certi interpreti della politica, sapremo di meritarci tutto quanto di peggio ci accade e, senza rimpianti, potremo dire addio alla speranza di un riflusso positivo, ed all’intero sistema delle maree.
27 agosto 2003
Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto…quello buono.
Il mio indirizzo e-mail: enzolattante1@tin.it