Ieri era il due di febbraio. La festa della candelora. Una festa che, come tante ricorrenze, ha radici antiche, si dice, celtiche. Sicuramente è una data che rievoca esoterici sàbba e scaramantiche ritualità. La Chiesa, come sovente ha fatto nell’arco della sua storia, se n’è appropriata facendo coincidere in questa data la presentazione di Gesù Bambino al Tempio. E poiché nel rituale liturgico era inclusa la benedizione delle candele che dovevano illuminare le notti dei nostri avi, le ha, per tale ragione, anche plasmato il nome.
Un proverbio recita: “Quando vien la Candelora dell’inverno semo fora ma se piove o tira vento dell’inverno semo dentro.” A parte la simpatica musicalità, devo dire che la strofetta, sulla base dell’esperienza, con le previsioni del tempo “ci azzecca” veramente poco. Chiedo scusa per la divagazione e andiamo subito a dare un’occhiata ai principali avvenimenti del mese appena trascorso.

Umberto Bossi
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Il ministro della Repubblica per le Riforme, senatore Umberto Bossi, rilancia per Roma la qualifica di ladrona e candida Milano a capitale d’Italia. Veltroni lo querela. Sinceramente, non so cosa augurare a Veltroni. Se, infatti, vincesse la causa, il merito (o la colpa?) sarebbe di qualche altra “stramaledetta toga rossa”; se la perdesse, oltre ai milioni di euro che dovrebbe sborsare per risarcire i danni morali del “senatur”, il concetto di Roma ladrona verrebbe giuridicamente sancito.
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Ma, a proposito delle reiterate del Padano per antonomasia, vorrei aprire una parentesi. Intanto non è vero che esse cadano nel nulla. La sua campagna antimeridionalista, ad esempio, da molti colpevolmente sottovalutata, come se l’argomento si riducesse alle estemporanee esternazioni d’un buontempone, sta producendo i suoi frutti. Non è un mistero che, per mentalità radicata, noi meridionali continuiamo a ritenere ambiti tutti quei posti dell’apparato statale e parastatale in quanto garanzia di sicurezza occupazionale e di prestigio personale.
Per questo, ci sottoponiamo numerosissimi a tutti i vari concorsi pubblici che ne consentono l’accesso. La scolarità mediamente superiore dei nostri giovani, rispetto ai connazionali del nord, ha consentito sinora che la percentuale di meridionali, vincitori di concorso, fosse di gran lunga la maggiore. Da qualche anno c’è un’inversione di tendenza. Probabilmente anche a causa di un regionalismo sempre più spinto, i posti chiave della burocrazia statale vengono gradatamente rioccupati, con la sistematicità tipica della discriminazione razziale, da elementi esclusivamente settentrionali.
Andiamo avanti. Il Papa lancia un appello. No, non è il solito, generico appello contro le guerre o le tante ingiustizie di questo mondo. E’ un appello in favore della pluralità dell’informazione ed una severa denuncia per l’assenza di etica nel mondo televisivo. La preoccupazione che quanto scaturisce dal tubo catodico prosciughi l’anima dei più giovani, ma non solo, distorcendo e mistificando la realtà senza nulla concedere alla spiritualità dell’individuo, è un assillo ben radicato nell’animo di Giovanni Paolo II.

Daniele Luttazzi
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Ora, non so se per i mal di pancia, di cui attualmente sta soffrendo la maggioranza governativa, o se, in qualche modo, si è voluto dare retta al Santo Padre, la legge Gasparri, impallinata da quaranta “franchi tiratori”, torna in Commissione per ulteriori ritocchi. Speriamo che tra i vari ritocchi ne venga fatto uno contro la censura della satira politica. Cosa volete, sarò un fazioso ma Enzo Biagi a me manca tantissimo. E mi mancano anche Santoro, Luttazzi e la Guzzanti come anche Benigni, Grillo e Dario Fò. Ciò di cui farei volentieri a meno è lo spettacolo indegno di tanti fior di cervelli che hanno svenduto l’anima per servilismo ideologico.
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E così accade che l’occhio spione del “Grande Fratello” si ripropone per la quarta volta, quale insuperato esempio di tv spazzatura, tra le lamentele di migliaia di anonimi aspiranti-concorrenti, a dir loro, penalizzati per le scelte operate a favore di personaggi già in odore di spettacolo. Gli indici di gradimento del programma forniranno agli psichiatri utili elementi per lo studio del voyeurismo di massa.
Due parole sul caso Parmalat, che, se non fossimo sotto l’ombrello protettivo dell’euro, avrebbe ridotto la nostra economia nazionale alla bancarotta. Esistono, ai livelli più alti, disparità d’opinioni. Tremonti dice:”Il crac è frutto di un sistema di poteri che occorre cambiare”. Berlusconi replica:”Il crac è un caso isolato”. Siamo alle solite? A me è sembrato di risentire Craxi quando, in occasione del primo arresto di tangentopoli, quello di Chiesa, propugnava la singolarità dell’avvenimento.
A conferma del processo d’impoverimento del nostro Paese, sulle cui cause ho già espresso il mio parere nel precedente articolo intitolato “Pane e lavoro”, arriva il Rapporto Eurispes del 2004. Due milioni e mezzo di famiglie sono povere. Quasi altrettante sono a rischio povertà. Il rapporto è stato catalogato da Berlusconi tra i documenti disfattisti della sinistra.
Vorrei concludere questa mia rassegna mensile con un saluto, l’ultimo saluto ad una persona cara che non è più tra noi, una “magliesina doc”. Sabato diciassette s’è spenta mamma Tetta. Una donna minuta cui il Signore ha donato una stupefacente lucidità sino all’ultimo istante dei suoi novantaquattro anni. Con lei si è spenta una donna di grande cultura, di quel tipo di cultura che non si apprende sui banchi di scuola ma solo attraverso una pratica di vita attenta, di sentimenti veri, di educazione contadina. Una cultura intrisa di quei valori, oggigiorno sempre più rari, che per secoli sono stati la caratteristica peculiare delle genti salentine. Una cultura fatta di gentilezza, buonsenso e rettitudine. Mamma Tetta, sei stata un grande esempio, non solo per i tuoi figli Annarita e Gianni cui vanno le mie più sentite condoglianze, ma anche per me che hai sempre guardato con simpatia ed amicizia e per tutti coloro che ti hanno conosciuto e amato.
Maglie, 3 febbraio, 2004
Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto…quello buono.