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Home->Il Salotto buono->Caro Gesù Bambino... (1-1-2007)

Caro Gesù Bambino...
1 gennaio 2007

(di Enzo Lattante)








Caro Gesù Bambino,

chi Ti scrive desidera ringraziarTi per tutti i magnifici doni che nell’arco della sua vita hai voluto regalargli. A sessant’anni si è, forse, un po’ troppo in là con l’età per scriverTi una letterina come un bimbo qualsiasi, ma anche di questo voglio ringraziarTi, d’aver lasciato in fondo al mio cuore, dopo tanti anni di vita in cui disillusioni ed amarezze sono state sovente delle aspre compagne di viaggio, l’esigenza amorosa di credere nella magia del Tuo Mistero. Ed è un’esigenza che trascende ogni forma di pensiero ragionato, ogni genere di analisi, perché nasce, misteriosa anch’essa, dai recessi più profondi dell’anima.

L’incantesimo di una Notte Santa illuminata dalla luce d’una Stella Cometa, in cui riecheggiano i vagiti d’un neonato omaggiato, con pari devota riverenza, da Re Magi e da poveri pastorelli, che rende sontuosa la mangiatoia d’una povera stalla e regali e sublimi gli attoniti genitori, ogni anno, da duemila anni, immancabilmente, misteriosamente, si rinnova e ci pervade. Ed è un sentimento che non sgomenta, ma scalda il cuore, che dà allegrezza, quasi euforia, che riaccende nel popolo cristiano desideri di pace, di bontà, di fratellanza, che sa regalargli la speranza.

Sappiamo bene, purtroppo, che più ci si allontana nel tempo dalla ricorrenza del Tuo giorno natale, più questo sentimento pare sgretolarsi e quasi soccombere di fronte a sentimenti di contraria natura che pure albergano nell’animo umano. E’ l’eterna lotta, senza vinti e senza vincitori, tra il Bene e il Male. Ma Tu sei sceso qui tra noi per indicarci la Giusta Via e sei salito su quella Croce per soffrire tutte le nostre sofferenze. Hai risposto all’arroganza, alla prepotenza, alla prevaricazione, all’intolleranza dei tuoi carnefici con l’Amore ed il Perdono perché “…Essi non sanno quello che fanno…”.

Già, l’ignoranza! La madre putativa di tanti mali! Ma se l’ignoranza la si può combattere con la conoscenza, com’è possibile, una volta venuti a conoscenza del Tuo insegnamento, che il Male continui a perseguitare questa nostra disperata umanità? So che in tanti hanno cercato di dare una risposta a questo interrogativo. In tanti hanno disquisito su concetti quali il libero arbitrio o la predestinazione. Ma né l’uno né l’altro dei due concetti è mai riuscito a dare piena soddisfazione al quesito. Non la questione sul libero arbitrio perché, nella scelta assoluta tra Bene e Male, quale individuo sano di mente sceglierebbe aprioristicamente il secondo?

E nemmeno il fatalismo connesso alla predestinazione può intendersi esaustivo nel senso che occorrerebbe ammettere che, sin dalla nascita, il Nostro Dio Creatore assegnerebbe ad alcuni il compito di operare per il Bene e ad altri quello di farsi strumento di un diabolico destino, perseguendo ineluttabilmente il Male. Sarebbe una vera contraddizione di termini. Senza scomodare la filosofia, molto più semplicemente, credo si tratti di prendere atto che gli uomini, in fondo anche i cosiddetti credenti, in realtà non credono veramente in Te, nella Tua e, tanto meno, nella loro Resurrezione.

Apprezzano il Tuo Messaggio ma fino ad un certo punto; fino a quando esso non interferisce col proprio interesse, col proprio tornaconto. Diffidano dell’esistenza di un Aldilà e sono convinti che è su questa Terra che dovranno guadagnarsi il loro Inferno o il loro Paradiso, salvo poi a ricordarsi di Te nei momenti del pericolo, della sofferenza, della malattia o della morte. Ma sono solo momenti! Ecco perché alla magia consolatrice del Natale non corrisponde l’esultanza della Pasqua che viene vissuta dai più quasi come una ricorrenza minore.

Perdonami, caro Gesù Bambino, questo sfogo post-natalizio ma davvero non riesco a spiegarmi in modo diverso le atrocità e le ingiustizie che ancora oggi l’uomo continua a perpetrare contro se stesso, nonostante Te. “Homo homini lupus” diceva Plauto! Ma era prima che Tu nascessi! “Homo homini lupus” ha continuato a dirci Hobbes descrivendo un’umanità in perenne conflitto con se stessa (bellum omnium contra omnes) ed indicando nell’egoismo la quintessenza del genere umano.

Non voglio accodarmi alla schiera dei pessimisti; al contrario, preferisco pensare che la vittoria sulla diffidenza e sull’egoismo sia per l’uomo il traguardo di un percorso lungo, tortuoso e impervio quanto mai, ma che, grazie al Tuo insegnamento, tutti, un giorno, potremo finalmente dire d’aver raggiunto. Forse quel giorno cadrà nel terzo millennio, o forse nel quarto chi lo sa? Forse molto prima, perché no? La nostra speranza dev’essere che quel giorno verrà. Del resto il fatto che la vecchia e litigiosa Europa da oltre sessant’anni non conosca guerra può rappresentare il primo positivo tratto di quel cammino! Che in paesi come Cina, India e Turchia si cominci a legiferare, anche se non sempre per nobili motivi, tenendo presente i Diritti dell’Uomo, è un dato altrettanto confortante. Quel che occorre è perseverare.

Vengo così alla richiesta che intendo farTi con questa letterina. Ti prego, caro Gesù Bambino, fa che questo nuovo anno, questo 2007, rappresenti per l’umanità un altro piccolo positivo passo di quel cammino di cui parlavo. Fa che chi governa i destini del mondo lo faccia nello spirito che promana dal Tuo Natale e dal Tuo insegnamento. Fa che le menti si pieghino finalmente ai cuori e che i buoni sentimenti prevalgano sulle aride dottrine. E il mio pensiero va anche a chi regge le sorti della Tua Chiesa. Una Chiesa a cui tutti noi dobbiamo molto, moltissimo! Una Chiesa che ha perpetuato nei secoli il Tuo Messaggio, che ha forgiato le coscienze ed omologato, pur tra usi e costumi diversi, quel comune modo di sentire e di vivere, per cui, oggi, specialmente noi europei, sentiamo d’essere Comunità. Ma la Chiesa, Tu lo sai, ha anche tanti errori da farsi perdonare!

Ho avuto, nella mia vita, l’occasione di veder avvicendarsi l’opera di Papi veramente grandi. Di Pio XII° non ho memoria tranne che del fatto che il giorno della sua morte si fece vacanza a scuola. Ma del Papa Buono, Giovanni XXIII°, promotore del rivoluzionario Concilio Vaticano II, dell’amletico e raffinato Paolo VI, della fugace ma toccante figura del Papa del sorriso, Giovanni Paolo I°, e del lungo e proficuo pontificato del carismatico Giovanni Paolo II°, ho vividi ricordi.

Poiché capisco che succedere a tanta grandezza sia certamente una pesante eredità, Ti prego, caro Gesù, aiuta il Tuo e nostro nuovo Papa, aiuta Benedetto XVI! Egli è un uomo di grande cultura e spessore teologico ma il mondo, Tu lo sai perché l’hai insegnato, più che di scienza, ha tanto bisogno di carità, di pietà, di comprensione fraterna, di solidarietà, di amore vero. “Amerai il prossimo tuo come te stesso” ci hai comandato, pur sapendo che il nostro prossimo poteva essere chiunque: Welby o Luxuria, Saddam Hussein o Bin Laden! Aiuta tutti noi a tenere sempre presente, come recita il titolo di un recente commento di Eugenio Scalfari, che “chi non ama i diversi non è cristiano”.

Maglie, 1 gennaio, 2007

Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto... quello buono.
Il mio indirizzo e-mail: enzolattante1@tin.it

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