mercatino del gusto, maglie, 1-5 agosto Ritorna alla pagina iniziale mercatino del gusto, maglie, 1-5 agosto

Ultimo aggiornamento: 29-07-2010 11.30
Home
Primo Piano
Eventi
Agorà Magliese
Cultura
Servizi al cittadino
Turismo e territorio
Vetrine e Shopping
News
Meteo
Spalti Giallorossi


Vivi Maglie: il portale di Maglie (Lecce)
TURISMO e TERRITORIO
- Visitare Maglie
- Manifestazioni: sagre, fiere e riti religiosi
- Storia di Maglie
- Tradizioni magliesi
- Altre informazioni

ASSOCIAZIONI
- Pro Loco UNPLI
- FRATRES
- Associazione Politico Culturale "Biblioteca di Sarajevo"
- Altre

LINK MAGLIESI
- Comune di Maglie
- USD A. Toma Maglie
- Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie
- AUSL LE Azienda Unità Sanitaria Locale di Lecce

VIVI
- Sagre, Fiere e Riti religiosi
- Sfondi: Maglie sul tuo desktop
- Webcam. uno sguardo su Maglie (servizio sperimentale non sempre attivo)
- Bioritmi: calcola il tuo bioritmo

Google
Cerca con Google


Cerca con
1254



Scrivi a viviMaglie:
vivimaglie@cliomg.it

E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale del contenuto delle pagine del portale viviMaglie. Tutti i diritti sono riservati. Leggi le note.

In applicazione della legge n. 62 del 07.03.2001, si indica quanto segue: Il presente sito viene aggiornato ad intervalli irregolari.

viviMaglie non è collegato ai siti recensiti e non è responsabile del loro contenuto








Home->Il Salotto buono->Un piccolo appunto (12-06-2007)

Un piccolo appunto
12 giugno 2007

(di Enzo Lattante)








Il clima politico che da diversi anni si sta vivendo in Italia è di quelli maleodoranti e tossici che, al pari di altri che si respirano nelle adiacenze di certi complessi industriali, minano, con la salute psichica dei cittadini, l’essenza stessa delle istituzioni repubblicane. C’è da dire che gli Italiani, nel complesso, hanno dimostrato d’essere un popolo con la testa sulle spalle, provvisto di sano buon senso e refrattario alle provocazioni. Così, dal dopoguerra ad oggi, lo stellone italico è riuscito a mantenere la giusta rotta tra tentativi di “golpe” da operetta, tra stragi di stato e terrorismi di destra, di sinistra e di altra varia natura.

Poi è arrivato il ’92 con le sue Mani Pulite. Ricordo, all’epoca, d’aver vissuto uno dei rari momenti d’autentico orgoglio di essere italiano: un’intera classe dirigente, rancida e corrotta, veniva estromessa senza spargimenti di sangue semplicemente applicando il codice penale a personaggi, fino a quel momento, ritenuti intoccabili. Così “l‘ancien regime” cedette il suo posto: già, ma a chi lo cedette? Dal 1992 sono trascorsi ben quindici anni e sono stati, come purtroppo continuano ad esserlo, anni di avvelenamenti continui, di attacchi alle persone e alle istituzioni, zeppi di scandali, alcuni veri e tanti presunti, di polveroni provocati ad arte per destabilizzare, per lacerare, per creare divisioni che, per fortuna, non hanno mai trovato riscontro nella realtà.

L’Italia non è un paese diviso: non ci sono giovani contro anziani né, tanto meno, esiste un nord contro il sud. Ed è inutile nascondersi dietro il solito dito perché, occorre dirlo, questo clima è nato con Berlusconi, col suo modo, inizialmente dilettantesco, di confondere la guida del Paese con quella di una sua azienda, di miscelare disinvoltamente politica ed affari e, mal dei mali, con la sua incapacità congenita di riconoscere democraticamente le sconfitte. Perché niente è più destabilizzante per un sistema democratico dell’affermare che in una competizione elettorale ci sono stati dei brogli, che la sconfitta per poche migliaia di voti non è una sconfitta, che l’Italia è spaccata in due e che pertanto risulta necessaria la formazione d’un governo misto.

Ed è in questo clima di delegittimazione continua che va inquadrato l’ultimo avvenimento che ha visto contrapposti un ministro della Repubblica, Visco, e il comandante del Corpo della Guardia di Finanza, il generale Speciale. Che i politici mettano da sempre il naso nelle questioni inerenti i trasferimenti dei militari è cosa risaputa ed accettata. Quanti militari, soprattutto meridionali, non hanno ottenuto un avvicinamento di sede grazie all’interessamento di quel sottosegretario o di quel ministro?

Il vero scandalo nella questione è che il supremo comandante di un corpo militare abbia reso pubblica la segnalazione (e più di una segnalazione non poteva essere) di un esponente del governo in carica lasciando intendere che si trattasse di una insopportabile ingerenza mirata a colpire per fini politici alcuni alti gradi della Guardia di Finanza di Milano. Perché il generale Speciale, che avrebbe potuto benissimo non ottemperare alle richieste di Visco presentandogli privatamente le sue motivazioni, ha agito in un modo così eclatante tale da creare un inquietante precedente? Perché di questo si tratta: per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana un alto comando militare mostra pubblicamente insofferenza nei confronti del potere politico. Ed invece d’indignarsi e far fronte comune nei confronti di questo pericolosissimo precedente ecco che la parte non governativa di questa nostra sgangherata compagine politica chiede la testa di Visco e la caduta del governo.

Mi chiedo: questa destra italiana di stampo berlusconiano è veramente liberale e democratica come professa o intimamente agogna ad una svolta autoritaria da repubblica delle banane? Quel “Sempre ai suoi ordini”, rivolto dal generale Speciale, guarda caso, proprio a Berlusconi, dovrebbe farci riflettere tutti molto ma molto attentamente.

Maglie, 12 giugno, 2007

Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto... quello buono.
Il mio indirizzo e-mail: enzolattante1@tin.it

<< torna indietro