
Che imperscrutabili siano le vie del cielo è cosa ampiamente condivisa specialmente per chi voglia trovare ad ogni costo una correlazione tra gli accadimenti terreni e la volontà divina. Così accade, per chissà quale misterioso disegno supremo, che una modesta festicciola rionale, di una cittadina come Maglie, assurga agli onori della cronaca provinciale (Gazzetta del Mezzogiorno del 13 ottobre u.s.) e regionale (Telenorba del 14 e 15 ottobre).
Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, la Pro Loco di Maglie, nella persona del suo presidente, la dott. Rosanna Mellone, ha inteso commemorare il 25° anniversario della collocazione della statua bronzea del santo nella piazzetta del rione “Pini” a Lui dedicata, incaricando un noto artigiano magliese di realizzare una statua più piccola e più leggera da portare in processione. Quale dunque il motivo di cotanto interessamento? Cosa ha fatto gridare allo scandalo? Il fatto che la piccola statua in gesso raffigurante un fraticello con tanto di saio e bastone, portata devotamente in processione nel quadrivio rionale, dopo la benedizione pastorale del celebrante don Salvatore Sisinni, poteva non essere quella di San Francesco d’Assisi.
Infatti, a qualche attento osservatore, nonché, c’è da ammetterlo, esperto iconografo, quei pochi centimetri di barba in più e la scritta “Charitas” sul pettorale della statuetta non lasciavano adito a dubbi: il raffigurato non era San Francesco d’Assisi bensì San Francesco di Paola. Ora, essendo puerile andare a sindacare le intenzioni dell’artigiano che ha così inteso raffigurare l’opera a lui commissionata, resta da chiedersi “cui prodest?”. A chi interessa gettare il ridicolo e quindi il discredito su un’iniziativa della Pro Loco di Maglie? Certamente a chi di santi in paradiso ne ha tanti da riuscire non solo ad identificarli personalmente ad uno ad uno ma anche a smuovere la non sempre disinteressata attenzione dei cosiddetti “media”.
Maglie, 15 ottobre, 2007
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