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19 gennaio 2000 Muore (Benedetto) Bettino Craxi
19 gennaio 2010

(di Enzo Lattante)



Son già passati dieci anni e tanta acqua è passata sotto i ponti, ma la storia ha i sui tempi ed io credo che sia troppo presto per dare un giudizio spassionato sull’uomo-politico Bettino Craxi. Lo ricordo un uomo alto e robusto, con dei grandi e variopinti occhiali, una fronte spaziosa e uno sguardo lungimirante. Il suo aspetto ne rispecchiava la personalità: un uomo ambizioso, consapevole della propria intelligenza, protagonista del suo tempo, narcisista ed arrogante.

E’ stato il primo Presidente del Consiglio di area socialista e ciò fece notevole scalpore, dopo decenni di strapotere democristiano, ma quel che conta, al contrario di alcuni suoi successori, fu che fece anche delle cose di “sinistra”. A parte le sue responsabilità penali per cui fu condannato, due sono le cose che non sono mai riuscito a perdonargli dal punto di vista politico: l’avermi convinto a votare per la soppressione della scala mobile, facendomi intendere che avrei salvato l’Italia dal fallimento economico, (mentre con la sua gestione il debito pubblico s’era più che raddoppiato e il rapporto col PIL era “allegramente” passato dal 70 al 90%) e il fatto di non essere rimasto in Italia ad affrontare le accuse che gli venivano rivolte.
Così, a distanza di dieci anni, a testimonianza di quanto la sua vicenda riesca ancora, stranamente ad appassionare e, quindi, a dividere le coscienze di tanti nostri politici e, sicuramente molto meno, quelle della gente comune, registro:

• La presenza commemorativa ad Hammamet di almeno tre ministri del nostro governo.

• Il Presidente della Repubblica sente il dovere di consolare Anna, la vedova, con una lettera in cui, dopo un ampio riconoscimento delle impareggiabili qualità politiche, denuncia l’accanimento processuale “di una durezza senza eguali” subito dal marito, capro espiatorio della corruttela generalizzata della classe politica dell’epoca.

• Minzolini, il nuovo direttore del TG1, messo lì, recentemente, dal nostro capo del governo, in un editoriale afferma che Craxi non ha bisogno di riabilitazioni di sorta perché è stato un grande statista.

• Schifani al senato commemora la figura di Bettino Craxi descrivendolo come “la vittima sacrificale”.

• Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, intanto sembra impaziente di poter intitolare una via al defunto e non si capisce chi glielo impedisca. Forse qualche assessore leghista?

• La pecora nera Di Pietro così si esprime: "Querelerò Minzolini e lo denuncerò alla Camera, perché chi è pagato con il canone non può permettersi di raccontare parzialità…. non può paragonare un corrotto al Papa. Bettino Craxi è stato più volte condannato per corruzione con sentenza passata in giudicato. I soldi non finirono al partito, ma in conti propri. Ha anche ricevuto miliardi sul conto All Iberian da un imprenditore televisivo che si chiama Silvio".

Non voglio dilungarmi oltre con le registrazioni di quanto accaduto in questi giorni perché, a mio modesto parere, di Craxi e della sua fine gliene importa veramente solo a pochi e tutto questo gran vociare rientra nel piano strategico di chi ha ingaggiato una guerra senza quartiere contro la Magistratura che si vuole a tutti i costi sottomessa alla presunta superiorità della Politica. Ora, poiché il pensiero che un essere umano, incaricato da un voto popolare ad amministrare la cosa pubblica diventi tutto d’un tratto un intoccabile al di sopra della legge, sinceramente, a me pare una distorsione della realtà. Ma che volete sono della vecchia guardia, abituato a pensare che “Dura Lex sed Lex”!

Martedì, 19 gennaio, 2010

Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto... quello buono.
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