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Povero Boccia!
25 gennaio 2010

(di Enzo Lattante)



I commenti

A guardare la faccia di Francesco Boccia, subito dopo i primissimi exit polls, si stentava a trattenere quella giusta dose di commiserazione per il bravo ragazzo che s’intravedeva dietro le lenti da scrupoloso ragioniere e che ti faceva dire “Ma chi te l’ha fatto fare, France’?
"Come sono riusciti a convincerti che stavolta potevi farcela?” Certamente non mancheranno i modi di dimostrare alla vittima predestinata tutta la gratitudine dell’Apparato per il sacrificio richiesto ma…

“Ne valeva veramente la pena, France’?” Perché, considerazioni umane a parte, credo che la carriera politica di Francesco Boccia sia finita ieri sera, per sempre. D’ora in poi, potrà continuare a fare il burocrate ma il politico proprio no, immolato com’è stato sull’altare del sommo sacerdote D’Alemus.

Chi invece, è prevedibile, continuerà a celebrare i suoi riti, come se niente fosse, sarà proprio il “Sacerdos Maximus” perché la sua abilità nel non rispondere (e pagare) politicamente dei suoi fallimenti non trova pari se non, forse, nell’altro incommensurabile esponente dell’opposto schieramento, il Magnus Silvius. Dotato com’è d’una dialettica e d’un’arguzia che avrebbero fatto la sua fortuna, a prescindere, anche su palcoscenici meno impegnativi, se ne serve abilmente per trarsi d’impaccio da ogni situazione.

Su di lui convergono le responsabilità di tanti insuccessi, della politica in generale, della Sinistra Italiana in particolare. Dal non aver mosso un dito (anzi!), nel 1994, per impedire l’aggiramento di una precisa legge del 1957 che avrebbe annullato per incompatibilità l’elezione di Berlusconi, all’essersi fatto turlupinare, proprio dal Berlusca, con una Bicamerale per le riforme istituzionali, menata come il can per l’aia e mercificata con la mancata legge sul conflitto d’interessi. Dai vari sgambetti, se non cospirati, quanto meno propiziati, ai governi Prodi, fino alla scissione con la sinistra cosiddetta massimalista la cui colpa imperdonabile era quella di rappresentare il solito fastidioso pungolo proletario.
E nonostante tutti questi insuccessi, che avrebbero affossato un elefante, lui è lì, sempre pronto a tirare le fila del suo teatrino. Veltroni è sparito, Fassino è sparito, Rutelli è in trasferta premio, Prodi è sparito prima degli altri, ma lui è ancora lì, machiavellico stratega di tutte le battaglie. E dopo l’elezione del pupillo Bersani, s’è lanciato, ancor più ringalluzzito, in quest’ultima impresa, il laboratorio politico in Puglia. Infatti, per chi non lo sapesse, per il giusto dosaggio degli inciuci, ora ci vuole il chimico, o, ancora meglio, l’alchimista D’Alemus. Vendola ha governato bene? Allora fuori Vendola e dentro Emiliano.

Ma io sono il sindaco di Bari, sto bene qui e poi… se accetto e magari perdo, mi fate tornare a fare il sindaco? No, non se ne parla. Allora andate al diavolo. Ah, ma qui c’è Boccia, il fedele Boccia! Caro Francesco, se accetti la candidatura, Casini si unirà a noi e stravinceremo. Ma quello (Vendola) vuole le primarie e, sai com’è, sono un poco scottato! Ma che primarie e primarie, Casini non le vuole! Casini? E che c’entra Casini col PD? Primarie sì, primarie no, primarie sicure. Vai tranquillo France’, ti voteranno anche quelli di Casini!!

No, caro D’Alemus, la chimica questa volta non ti è stata d’aiuto e i pugliesi hanno dimostrato di non essere disponibili ad essere usati come delle “bocce” nelle tue mani. I pugliesi non hanno dimenticato all’improvviso d’essere stati governati bene, per cinque anni, da una persona onesta (finalmente!) che non meritava il trattamento riservatogli. Una persona che si è detta indisponibile a privatizzare il nostro Acquedotto e a nuclearizzare il territorio pugliese, già abbondantemente degradato dal punto di vista ambientale. O c’è da pensare che proprio dietro queste determinazioni si cela la natura vera dell’ostracismo per Vendola?

Non sappiamo chi vincerà alla fine se lui o Palese o la Poli o chissà chi, ma ieri sera una sconfitta clamorosa c’è stata e non è quella di Boccia!

25 gennaio 2010

Scrivetemi! Ci faremo quattro chiacchiere in salotto... quello buono.
Il mio indirizzo e-mail: enzolattante@tele2.it

Commenti

28/01/2010
Raffaello

Niki Vendola è sicuramente un animale politico di gran razza. Un personaggio pulito e determinato che è riuscito a superare ed a far superare antichi pregiudizi , creando disorientamento in tutti gli schieramenti . La sua caparbietà ha creato scompiglio ai politici vecchio stampo, a coloro cioè che fanno del compromesso e dell’opportunismo non solo un metodo di lavoro, ma addirittura un cartello elettorale e propagandistico (ogni riferimento ai Casini, ai Mastella ed a tutti i nostalgici di certi partiti del centro è puramente voluto).
A dire il vero non sono molto ottimista, ma se avessimo la fortuna di essere rappresentati da altri personaggi del calibro del terlizzese, forse riusciremmo in futuro a votare veramente per il politico che di più ha meritato la fiducia dell’elettorato a prescindere dello schieramento politico cui appartiene.
Sono un utopista?

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