Tutela dell’acquirente di case, a rischio disapplicazione: Legge 210 e dgls 122
NUOVA LEGGE E DATI NAZIONALI
Cosa prevede, anche, la legge?
1.le imprese di costruzione sono obbligate ad emettere una fideiussione a favore dell’acquirente, contestualmente al preliminare di vendita, che garantirà le somme anticipate prima del rogito;
2.il 4 per mille dell’importo della fideiussione alimenterà il “Fondo di solidarietà nazionale” che dovrà essere ripartito tra le famiglie coinvolte in fallimenti immobiliari negli ultimi 10 anni;
3.se le imprese non rilasciano la fideiussione, i loro clienti possono chiedere in qualsiasi momento la nullità del preliminare di acquisto e l’immediata restituzione degli importi anticipati;
4.gli acquirenti che non richiederanno la fideiussione in caso di fallimento del venditore perderanno le somme anticipate e non potranno inserirsi nel “Fondo di solidarietà nazionale”.
Ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore delle norme previste dal dgls 122, in attuazione della legge 210, si riscontrano gravissime e persistenti profili di elusione e disapplicazione. Ne vengono coinvolti tanto coloro che si apprestano o hanno acquistato un appartamento dal costruttore, quanto coloro che negli anni precedenti, sono rimasti vittime del fallimento dell’impresa.
Solo un 10% scarso delle iniziative di edilizia residenziale, applicano la legge. In questo modo si mette a rischio grave il patrimonio e il risparmio delle famiglie italiane.
Le domande pervenute alla Consap S.p.a., gestore del fondo, sono in totale 10.804 per un ammontare di richiesta di indennizzo di circa € 750.000.000,00, sono di numero quasi uguale per il Nord, il Centro e Sud, mentre il flusso di danaro che alimenta il Fondo di indennizzo (che a fine novembre era di circa 2.000.000,00 di euro) è invece riveniente praticamente solo dal Nord
Il valore attribuito nel 2005 al mercato delle nuove costruzioni nel settore residenziale ha raggiunto il valore di € 38.367.592.113 (v. il rapporto sulle nuove costruzioni del 2005 a cura dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare della Direzione Centrale dell’Agenzia del Territorio) e nel corso dell’anno 2006 tale mercato non ha subito flessioni, si rende più che palese la vasta area di disapplicazione della disciplina di tutela. Il totale dei contributi versati nel Fondo di solidarietà è scaturito solo da € 4.500.000.000 di immobili venduti con la fideiussione, altri immobili per stimati € 33.867.592.113 sono stati compravenduti senza le garanzie ora obbligatorie per legge.
La disapplicazione della normativa è cronica soprattutto al Centro ed al Sud,
Questo quadro è aggravato dalla quasi assoluta mancanza di informazione corretta e tempestiva sui diritti degli acquirenti e sulle norme che ne regolano la piena attuazione.
Sia nel caso della fideiussione che in quello delle domande al fondo di solidarietà non è stata fornita l’informazione pur prevista dal legislatore.
Dati regionali
Dal sito Conafi.net si rileva che in Puglia ci sono 49 fallimenti immobiliari e 2093 famiglie che hanno registrato la loro posizione; però i dati reali sicuramente sono molto più numerosi.
Anche in Puglia comprare casa dai costruttori è sempre un rischio, perchè la disciplina sulla "tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti degli immobili da costruire" non viene applicata. La Regione, le provincie ed i comuni dovrebbero prendere iniziative per favorire la conoscenza e l'applicazione del decreto legislativo del 20 giugno 2005, n. 122, attuativo della legge del 2 agosto 2004, n.210 che garantisce per l'acquirente di un immobile da costruire diverse tutele, tra cui: oltre all'obbligo della garanzia fideiussoria anche un'assicurazione sull'immobile; l'obbligo di cancellazione o frazionamento dell'ipoteca anteriormente o contestualmente alla stipula dell'atto di compravendita.
Molti enti locali del Nord Italia si sono attivati per propagandare questa legge ma qui in Puglia nessuno sembra applicarla.
Dati provinciali - LECCE
Una decina le imprese fallite che risultano dal sito CONAFI.NET per la provincia di Lecce, quelle cioè segnalate al sito da acquirenti coinvolti nel fallimento, anche in questo caso il numero effettivo sarà purtroppo ben più elevato.
Se solo il 3% della raccolta del Fondo proviene dal Sud anche nella provincia di Lecce non viene applicata e chi compra la casa in costruzione corre il rischio di rimanere vittima del fallimento del costruttore e, suo malgrado, non potrà neanche sperare di recuperare qualcosa perché non ha diritto di accedere al fondo di indennizzo.
Vicenda personale
Mi chiamo Salvatore Cezza, sono un insegnante di 42 anni, sposato e con due figli. Purtroppo anche io con la mia famiglia e con i miei risparmi stiamo ancora facendo i conti con il fallimento dell’impresa di costruzioni che avrebbe dovuto realizzare la nostra prima casa (e addirittura come edilizia agevolata). Nello stesso fallimento sono coinvolte altre 23 famiglie ed il fallito, un imprenditore di Scorrano, era anche presidente di una cooperativa edilizia anch’ essa passata per una turbolenza finanziaria. Altre 7 famiglie sono coinvolte nel fallimento di un’altra impresa.
Il preliminare di acquisto era stato da me firmato nella fine del 1989 e nel settembre 1992 l’impresa dichiarò autofallimento. Ci siamo inseriti come creditori chirografari nel passivo del fallimento, però i debiti sono tanti e le banche con i loro crediti privilegiati si prenderanno quel poco che rimarrà dell’attivo. Sono passati più di 14 anni dalla dichiarazione di fallimento, e la situazione è la seguente:
1.il fallito starà continuando a beneficiare della sua lussuosa abitazione;
2.il fallimento è ancora aperto (scandaloso dopo 14 anni);
3.noi acquirenti abbiamo perso tutti i soldi dati in acconto e non abbiamo avuto niente e nessun aiuto da parte delle istituzioni locali.
Sono iscritto al CONAFI e ringrazio tutte le persone che a vario titolo hanno contribuito alla nascita della normativa trattata in questo articolo, in particolar modo Riccardo De Benedetti responsabile nazionale del CO.NA.FI.
Chiudo, rivolgendo un invito a tutti i soggetti interessati a questa normativa, affinché la rispettino, per avere i seguenti vantaggi:
1.Per gli acquirenti di immobili da costruire: mai più perdite di denaro;
2.Per le imprese di costruzione: per non avere contratti di vendita annulati per mancanza di rilascio di fideiussione;
3.Per le famiglie come la mia, coinvolte in passato in fallimenti edilizi, di avere il giusto indennizzo grazie al “Fondo di solidarietà”, visto che l’Italia si è adeguata alla normativa delle fideiussioni con molto ritardo rispetto agli altri paesi europei.
Salvatore Cezza
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