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Home->Eventi->Catalogo dei libri antichi del monastero di San Pietro in Ostuni, di M. G. Barnaba, presentazione del libro (14-04-2011)

Catalogo dei libri antichi del monastero di San Pietro in Ostuni, di M. G. Barnaba
Presentazione del libro
Ostuni, 14 aprile 2011


(Comunicato stampa)

Sarà presentato il prossimo Giovedì 14 Aprile, alle ore 17,30, presso il Monastero delle Benedettine di Ostuni, il “Catalogo dei libri antichi del monastero di San Pietro in Ostuni”, curato e redatto dalla giovane studiosa Maria Grazia Barnaba. Il volume si avvale dell’introduzione di Katiuscia Di Rocco, direttrice della Biblioteca Diocesana “Annibale De Leo” di Brindisi. L’Associazione “Amici della Biblioteca De Leo” ne ha curato stampa ed edizione.

Come ha sottolineato l’abbadessa, madre Anna Attanasio, nella sua nota di ringraziamento che apre le pagine del volume, questo lavoro porta “a conoscenza due valori fondamentali che guidano la comunità: la spiritualità monastica finalizzata ad una relazione intima con Dio e la cultura come bellezza nell’arte, nella musica, nello studio e nella letteratura”. “La donna consacrata a Dio”, prosegue madre Anna, “è un’anima ‘Orante’, l’’Orante’ ha le sue radici bibliche”. “I cinque secoli che ci separano dalla fondazione del monastero, nato nel cuore del centro storico di Ostuni, segnano un passato che fa da ponte al presente”, prosegue l’abbadessa. Due anni fa la comunità si è trasferita, portandosi nel nuovo complesso monastico in contrada Santa Maria D’Agnano. Nelle sue righe, madre Anna Attanasio ha voluto rimarcare anche la “santità” di chi ha vissuto per cinque secoli nel monastero, che “traspare non solo dagli ex-libris, ma anche da piccole frasi annotate sui libri di loro uso personale, che si leggono con la meraviglia e lo stupore dei bambini”.


IMaria Grazia Barnaba, ostunese, si occupa da diversi anni di catalogazione e gestione delle Biblioteche. Il suo interesse si è rivolto anche agli aspetti storici: recentemente, ha vinto il primo premio nella sezione tesi di laurea della sesta edizione del Premio Cultura “Città di Ostuni”, intitolato a Leonardo Mondadori.

Il prezioso e raffinato lavoro di Maria Grazia Barnaba valorizza in maniera definitiva la ricchissima Biblioteca delle Benedettine di S. Pietro, riconducendola al suo fondamentale ruolo culturale e storico; questo patrimonio, quasi del tutto sconosciuto fino a poco tempo fa, torna adesso “alla luce” e, soprattutto, viene reso fruibile per chiunque abbia a cuore la memoria e la storia della nostra terra. Un lavoro fatto di tenacia e di passione, da parte di una giovane studiosa che ha voluto rendere tangibile e concreto l’amore per la sua città.

Maria Grazia Barnaba, trentatré anni, è laureata in Beni Archivisti e Librari e ha ulteriormente approfondito i suoi studi in “Gestione e automazione delle Biblioteche”. Un suo importante contributo è presente nel quarto volume dell’”Archivio per la storia delle donne”, realizzato dalla “Fondazione P. Valerio” di Napoli, curato da Adriana Valerio e pubblicato dalle edizioni “Il Pozzo di Giacobbe” nel 2008.

La pubblicazione del “Catalogo dei libri antichi del monastero di San Pietro in Ostuni” potrebbe, adesso, suscitare l’interesse per altri importanti fondi librari, conservati nella “Citta bianca”, che meriterebbero di essere studiati, catalogati e, quindi, restituiti alla comunità. D’altronde, questa potrebbe essere un’occasione per sfruttare e valorizzare la professionalità e la passione dei giovani studiosi locali che, come Maria Grazia Barnaba, meriterebbero probabilmente maggiori riconoscimenti da parte delle istituzioni politiche e culturali.

Il lavoro della giovane studiosa ostunese, raffinato e certosino, ha riguardato bel 198 testi, di cui 167 settecentine e 31 secentine. La biblioteca claustrale della “Città Bianca” comprende oltre dodicimila volumi. Lo studio ha consentito di tracciare un quadro sulle influenze culturali che circolavano nel monastero: si pensi ai Gesuiti e al testo “La mistica città di Dio”, della spagnola Maria D’Agreda, opera particolarmente discussa. Il testo, che la tradizione attribuisce ad ispirazione divina, narra la vita della Madonna, arricchita da consigli di natura spirituale. Grazie al lavoro di Maria Grazia Barnaba sappiamo che quest’opera fu scritta nel 1637, bruciata otto anni dopo per ordine del confessore della stessa autrice, riscritta nel 1650 su richiesta del suo nuovo confessore. Dopo diverse vicissitudini, il testo finì prima nell’”Indice dei libri proibiti”, per essere, poi, approvato dall’Inquisizione nel 1686. Questo è uno dei libri più preziosi e importanti custoditi nella biblioteca benedettina. Tuttavia, il più antico volume a stampa è “Il Cammino spirituale” dell’abate Ercole D’Aiello (1605).

Dunque, un lavoro estremamente utile ed interessante, quello di Maria Grazia Barnaba, che consente di seguire il percorso della cultura e della conoscenza che transitava inevitabilmente dai monasteri, luoghi in cui i libri erano un vero “cibo per l’anima”.

Un lavoro, inoltre, che consente e sollecita un’ulteriore riflessione sull’esistenza e l’importanza di quei “giacimenti culturali”, praticamente sconosciuti, di cui il Salento è estremamente ricco. Il volume della giovane studiosa ostunese ne “rivela” uno, restituendogli la dignità che merita: ma, evidentemente, molti altri ne esistono e aspettano non soltanto le iniziative dettate dall’entusiasmo e dalla passione dei singoli ricercatori, ma, soprattutto, attendono che le istituzioni pubbliche decidano di investire proprio sulla professionalità di quanti, come Maria Grazia Barnaba, desiderano dedicarsi alla riscoperta, alla salvaguardia, alla promozione della storia e della memoria della nostra terra. Le biblioteche, d’altronde, sono gli archivi della nostra memoria e della nostra storia: “investire” nel nostro passato diventa fondamentale per il nostro futuro.

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