Vivi Maglie: il portale di Maglie (Lecce)
|
|
|
Scrivi a viviMaglie:
vivimaglie@cliomg.it
|
| E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale del contenuto delle pagine del portale viviMaglie. Tutti i diritti sono riservati. Leggi le note. |
|
In applicazione della legge n. 62 del 07.03.2001, si indica quanto segue: Il presente sito viene aggiornato ad intervalli irregolari.
|
|
| viviMaglie non è collegato ai siti recensiti e non è responsabile del loro contenuto |


|
|
|
Home->Primo Piano->28° anniversario assassinio di Aldo Moro (9 maggio 1978 - 9 maggio 2006)
Aldo Moro: 28 anni dal suo assassinio (1978-2006)
Lo statista magliese ricordato in una cerimonia e in una testimonianza di Domenico Panarese
Maglie, 9 maggio 2006
|
A 28 anni dai tragici fatti di Via Fani, dove fu rapito e furono trucidati gli agenti della sua scorta il 16 marzo 1978, e Via Caetani, dove fu rinvenuto il suo corpo il 9 maggio 1978, Aldo Moro viene ricordato a Maglie con una cerimonia il mattino del giorno 8 maggio.
Dopo l'intervento del Sindaco della Città dott. Antonio Fitto verrà deposta una corona d'alloro ai piedi della statua dedicata allo statista.
Alla cerimonia parteciperanno i ragazzi del Liceo "Capece" che illustreranno il lavoro di ricerca da loro svolto sul contributo di Aldo Moro per la stesura della Costituzione.
Il periodo preso in esame è il 1946, anno in cui Aldo Moro viene eletto all'Assemblea Costituente entrando a far parte della Commissione dei "75", incaricata di redigere il testo costituzionale, ed è relatore per la parte riguardante "i diritti dell'uomo e del cittadino".
ViviMaglie rende omaggio allo statista magliese con una testimonianza di Domenico Panarese.
|
 |
L’umanità di Moro
In quella maledettissima, infausta ed indimenticabile mattina del 9 maggio 1978, mentre sorbivo un caffè in un bar di Treviso, un’edizione straordinaria della radio annunciò che "Il corpo di un uomo è stato trovato morto in una Renault rossa!" E subito dopo "E’ arrivata la conferma: l’uomo morto è Aldo Moro".
Sono trascorsi 28 anni ma il ricordo di Lui è sempre vivo nei minimi particolari. Scappai via subito dal bar per non farmi vedere piangere e riparai nell’attigua chiesa di S.Francesco dove mi lasciai andare in un pianto dirotto, imprecando che era stato barbaramente ucciso il miglior uomo che avevo sino ad allora conosciuto.
Mi venne subito in mente l’Università di Bari con l’esame di Filosofia del diritto in un momento triste della mia vita per la sofferenza degli ultimi giorni di mia madre che mi aveva pregato di sostenere comunque l’esame.
"Non riesco a giudicarla e se vuole può tornare domani con più serenità" mi disse, dopo che avevo farfugliato quel poco che era rimasto nella mia memoria. Non andò meglio il giorno successivo ed alla sua domanda, relativa al mio strano comportamento, risposi che avevo studiato la materia senza la necessaria serenità per il precario stato di salute di mia madre.
Ed ecco che si rilevò subito la sua profonda umanità nel pregarmi di scrivergli e di confidarmi con lui. Per un certo periodo ci fu tra noi uno scambi di lettre, nonostante i suoi assillanti e gravosi impegni politici e l’ostacolo della sua grafia alquanto sibillina, che, con l’aiuto di mio fratello Emilio, riuscivo comunque a decifrare e far tesoro dei suoi insegnamenti assai formativi. Dopo qualche anno mi invitò a dare la tesi di laurea con lui. Poi ci perdemmo di vista sino a quando lo ritrovai nel 70’ a Moena dove i suoi figli imparavano a scalare la montagna con l’aiuto di alcuni finanzieri. Ero a Trento per lavoro e spesso tornavo a godere della sua presenza nobile ed umile sia quando si andava ad ascoltare la messa sia quando spiegava ad alcuni giovani che lo interregovano seduti sull’erba, perché si era guadagnato il titolo di "lungimirante" della politica italiana .
L’approfondimento, la questione di fondo era la sua forte convinzione che l’integrazione graduale di tutte le forze popolari, in un metodo di convivenza democratica, fosse l’unico modo per rendere lo Stato veramente rappresentativo della società.
Ciò che maggiormente contava per lui era il dare ad un’ancora fragile democrazia il sostegno di una stabilità maggiormente sostenuta dalle masse popolari assicurando e favorendo, per la gente comune, la possibilità di riconoscersi nelle istituzioni.
Non ho bisogno di aggiungere altre considerazioni sulla statura dell’uomo politico per il quale sono stati spesi fiumi d’inchiostro da parte di tantissimi ed autorevoli personaggi che hanno avuto il piacere di conoscere le sue eccezionali doti.
Ho desiderato solo tracciare alcuni tratti di Moro, uomo che riusciva a trasmettere la sua sensibilità ed il patrimonio di sentimenti a chi aveva la fortuna di stargli vicino.
L’attività politica è stata sempre improntata all’insegna della moderazione, del dialogo, della ricerca di un costruttivo compromesso e dell’accordo tra le diverse parti politiche.
Egli è caduto come un martire della civiltà e delle proprie idee "di democrazia compiuta e di attenzione al nuovo" alle quali è rimasto fedele sino alla morte
Domenico Panarese.
|
| << torna indietro |

|