
(Comunicato stampa)
BUCCOLIERO: “ASSURDO MORIRE PER CIO' CHE DOVREBBE RAPPRESENTARE SICUREZZA E FUTURO”
“Per quanto si discuta sulle morti bianche esiste, al momento, un’unica realtà: di lavoro, purtroppo, si continua a morire”.
è quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e Vice Segretario nazionale dei Popolari Udeur, Antonio Buccoliero, intervenendo all’indomani del grave incidente sul lavoro verificatosi alla Copersalento di Maglie e costato la vita ad un operaio 36enne, Sergio Cariddi. Un secondo operaio, Mirko Verardi, è rimasto gravemente ferito.
“L’ennesimo incidente mortale prosegue Buccoliero dimostra come si debba fare ancora tanto per migliorare la sicurezza sul lavoro da un punto di vista strutturale e normativo. è inconcepibile che un giovane padre di famiglia perda la vita per ciò che, invece, dovrebbe garantire la vita e il futuro per sè e per i propri cari. Tutto questo va contro ogni logica. Oggi è il giorno del dolore, ma ogni giorno, ogni istante, deve essere il momento per rafforzare, ad ogni livello, la sicurezza sul lavoro. Non solo. Occorre anche pensare alle famiglie delle vittime, che dopo un primo momento di vicinanza e di cordoglio, restano da sole ad affrontare difficoltà economiche.
In questo senso, come ho già annunciato nelle scorse settimane, presenterò in Consiglio regionale una proposta di legge che vada a sostegno dei familiari delle vittime del lavoro, con particolare attenzione ai figli minorenni, e che abbia decorrenza dal 1° gennaio 2008.
Questo perchè le famiglie dei caduti sul lavoro non si sentano mai abbandonate nella tragedia e nel dolore..
L’augurio, tuttavia, è che queste morti bianche, con l’impegno di tutti, subiscano una sensibile battuta d’arresto. Oggi conclude Buccoliero sono vicino alla famiglia di Sergio Cariddi e a tutta la comunità di Uggiano la Chiesa, a cui esprimo sincero cordoglio. La mia solidarietà va anche all’operaio Mirko Verardi, che quanto prima andrò a trovare in ospedale, e a tutti gli operai della Copersalento, che chiedono a gran voce maggiore sicurezza sul posto di lavoro, perché la morte del loro amico e collega Sergio serva, almeno, ad evitare altro dolore, impedendo che altri figli siano costretti a crescere senza un padre”.
Lecce, 04/10/08
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