(Comunicato stampa)
Presso la chiesa del Buon Consiglio, dal 19 novembre al 3 dicembre fa tappa anche a Lecce la mostra “Corpi Migranti” organizzata dalla “Fondazione Nigrizia” e dal “Museo Africano” di Verona
Organizzata dalla “Fondazione Nigrizia” e dal “Museo Africano” di Verona, giunge anche a Lecce la mostra “Corpi Migranti: (bi)sogni respinti integrati italiani”.
Sarà, infatti, allestita presso la Chiesa del Buon Consiglio (V. F. Rubichi), da sabato 19 novembre a sabato 3 dicembre.
La mostra, nel suo viaggio, prevede diciotto tappe, oltre a quella leccese: Bari, Brescia, Castelvolturno (Ce), Cordenons (Pn), Fano (Pe), Firenze, Milano, Napoli, Padova, Pesaro, Roma, Rovigo, Thiene (Vi), Trento, Troia (Fg), Venegono (Va) e Vicenza.
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La mostra “Corpi Migranti” comprende le fotografie realizzate da Enrico Dagnino, Alan Maglio, Giuliano Matteucci e Medhin Paolos; inoltre, i video di Alvaro Lanciai e della “Rete G2-Seconde Generazioni”. La mostra è parte del progetto della “Fondazione Nigrizia”, “Le sfide dell’immigrazione: media ed eventi culturali per educare alla multicultura”. Il progetto prevede laboratori nelle scuole, la produzione di un documentario, un dossier sul mensile “Nigrizia”, una pubblicazione a fumetti, un programma radiofonico e un seminario sulla situazione dell’immigrazione e delle sue sfide alla società italiana ed europea, nella ricerca di soluzioni e prospettive per una società multiculturale.
La mostra “Corpi Migranti” è, naturalmente, incentrata sull’immigrazione in Italia per raccontare la storia, i sogni, la realtà di persone che, nel viaggio che le conduce lontano dal proprio mondo di origine, perdono l’identità di esseri umani e diventano, appunto, “corpi”. Corpi che vengono imbarcati, corpi che si perdono in mare, corpi che vengono respinti, corpi che diventano illegali e corpi che vogliono tornare ad essere persone e lottano per l’integrazione. La mostra vuol rivolgersi soprattutto alle giovani generazioni che sono e saranno chiamate a confrontarsi con un fenomeno che sta cambiando gli assetti della società italiana ed europea.
Partendo dalle immagini, la mostra “Corpi Migranti” cerca di suscitare una riflessione che metta a fuoco nuovi orizzonti di responsabilità e aiuti a superare la diffidenza e la paura, per maturare nuovi criteri di cittadinanza. Si articola in quattro sezioni: le cause che inducono a lasciare la propria terra e ricominciare a vivere in un altro paese; il rischio di essere “respinti” e di diventare clandestini; il successo di molti immigrati; assimilazione o integrazione: le seconde generazioni.
Il percorso espositivo della mostra “Corpi Migranti”, valorizzando la sinergia di diversi linguaggi comunicativi, propone le immagini di fotografi e registi che hanno fissato situazioni, volti di uomini, donne, bambini che cercano un futuro lontano da guerre, persecuzioni e povertà. E rischiano tutto quello che hanno: la loro vita. Da tutto questo nascono anche delle opportunità per chi accoglie e per chi viene accolto, una nuova visione di società multietnica dove la condivisione e la conoscenza reciproca rappresentano la vera risorsa su cui tutti possono contare.
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