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Home->Spalti Giallorossi->Calcio - La Toma si è persa nel bosco? (settembre 2009)

Calcio - Eccellenza
La Toma si è persa nel bosco?

(di Ottorino Capocelli)

Il Presidente Romeo Sicuro è stato tra quei pochi che ha sempre creduto nel ritorno in Eccellenza, anche quando la classifica non lo consentiva. Ma ciò che ha impressionato l’opinione pubblica e la critica sportiva è stato il cambiamento della Toma nella parte finale del campionato, quando si è vista la stessa formazione di inizio campionato (con l’aggiunta di Petruzzella) diventare una squadra schiacciasassi.

“Ho sempre creduto che ce l’avremmo fatta -ci dice Sicuro- perché il valore della squadra era lì, c’era tutto, e non si poteva mancare all’appuntamento. L’importante era che ognuno facesse la sua parte: la società, il pubblico, i calciatori. Nel calcio è fondamentale essere vicini alla squadra, far sentire il sostegno ed il calore del pubblico. In tutti gli incontri più impor-tanti la Toma non era mai mancata a farsi sentire con la forza della sua superiorità tecnica. Era prevedibile che nella parte finale del campionato sarebbero venuti fuori risultati importanti per noi. E così è stato.

Potenza, Colapietro, Eleni, Reho, Laporta, Campanaro, Vetrugno, Biasco, Tommasi, Cezza, Sicuro, Foderaro, Antonelli, Sirito, Botrugno, Colacicco, Montinaro, Colucci, Sabatelli, Pedone.
Con questa rosa di calciatori ed alla guida tecnica Karel Zeman, la Toma Maglie ha iniziato il campionato di Eccellenza tra luci ed ombre, con 5 punti in classifica dopo 5 partite (1 vittoria, 2 pareggi, 2 sconfitte).





Una parte della tifoseria è scontenta dell’allenatore, un’altra della campagna acquisti operata dalla società. Si può dire che a questa squadra manca solo un buon centrale difensivo con caratteristiche di spinta offensiva e che giochi palla a terra ed un attaccante “di peso”, come si usa dire, che sappia chiudere in rete i cross che vengono da fondo campo.



Luci: gioco arioso sulle fasce, buona condizione atletica, età media giovane.
Ombre: le azioni sulle fasce si chiudono con bellissimi fendenti in area avversaria che non trovano mai nessuno all’appuntamento, la nostra difesa non è stata ancora registrata bene soprattutto sui calci di punizione, bisognerebbe infine chiudere con le continue sostituzioni e cambi di ruolo che generano insicurezza ed assestarsi invece su una formazione-base.



Anche il gioco messo in opera dai nostri ragazzi mi sembra, tutto sommato, abbastanza prevedibile, telefonato: l’avversario non si spaventa e fa presto a trovare i varchi di chiusura.
Al contrario, specialmente in zona d’attacco, bisogna imparare ad essere veloci ed imprevedibili: se ti passano la palla e non sei tallonato da alcuno non puoi permetterti di innamorarti del pallone, fissarlo, con calma prendere posizione per il lancio o, peggio, decidersi ad un inutile passaggio laterale, tanto poi non fai né paura né male ad alcuno.



Ecco, mi sento di poter dire che, a parte le cose buone che pur si vedono, siamo ancora troppo prevedibili. Le squadre finora incontrate avevano giocatori esperti che hanno fatto il loro gioco, sia in difesa (De Braco con il Copertino), sia in attacco (De Benedictis sempre con il Copertino, Nobile con il Taurisano). Registrare la difesa specie sui calci di punizione, inserire un difensore centrale mobile che giochi palla a terra (Vetrugno non sa fare il centrale e spesso gioca da solo con sgroppate inutili o sterili lanci lunghi, per non dire che a causa del suo modo di giocare nell’ultima mezz’ora della partita non si regge più e non riesce a controllare i passaggi veloci dei compagni), concretizzare al centro il grande lavoro che si sviluppa sulle fasce con l’innesto di un attaccante di peso. Il mese di ottobre sarà decisivo per noi, sia per quanto riguarda le trasferte e sia per quanto riguarda gli incontri casalinghi.
Vedremo che cosa succederà.


LA CLASSIFICA

Nardò 13; Lucera, Sogliano e Molfetta 10; Terlizzi, Copertino e Bisceglie 9; Trani e Corato 8; Castellana 7; Maglie, Taurisano, Locorotondo e Manduria 5; Altamura 4; Cerignola e Tricase 2; Massafra 1.


Le foto di questa pagina sono di Fabio Massimo Conte

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