
Parliamo prima di tutto della partita, brevemente sia chiaro. La Toma Maglie scende in campo senza Biasco, Sabatelli, Eleni e Reho tutti influenzati. Per la verità Biasco, ancora febbricitante, sta in panchina e giocherà pure l’ultimo quarto d’ora.
Ci presentiamo con questa linea difensiva davanti ad Aiardi: Reale-Vetrugno-Laporta-Colucci. Dei 4 solo Laporta sa fare il difensore e quindi la partita era a rischio. Già al 2’ andiamo sotto al primo affondo smarcante per Zonno, sulla fascia destra, che salta Colucci e si presenta davanti ad Aiardi infilandogli il pallone tra le gambe.

La reazione è alquanto confusa ma c’è. Si deve comunque ad una prodezza di capitan Cezza il pareggio al 13’ con una rovesciata a mezz’altezza e con le spalle al portiere avversario che resta impalato a guardare.


La Toma insiste cercando il vantaggio che tarda ad arrivare e intanto la nostra fascia sinistra (quella di Colucci, tanto per intenderci) si rivela sempre più un “locus minoris resistentiae”, cioè il posto ideale per i nostri avversari per sferrare affondi alla nostra porta.
Detto e fatto: al 25’ il Castellana raddoppia con un 1-2-3 (traversone da fondo campo dx prontamente ribattuto a centro area da Fumarola e deviazione di testa vincente di Abbrescia).

Stavolta la reazione della Toma non c’è ed anzi al 43’ la terna arbitrale ci ha voluto graziare per un goal non visto: l’affondo di Gogoni sempre sulla nostra fascia sinistra si conclude con un tiro in porta non potente ma che trova Aiardi addormentato in piedi, la palla gli sfugge dalle mani ed entra in porta prima che lui si decida a ricacciarla fuori.



Per fortuna sia l’arbitro che la sua assistente di linea si erano distratti.
Il 2° tempo è stato una via crucis, trascorso interamente senza vedere l’ombra di un tiro in porta. Come una via crucis sarà, probabilmente, questo campionato che ci vedrà ritornare in Promozione da cui eravamo riusciti a tirarci fuori con tanta fatica.
Questo succederà se non si troveranno 3-4 “calciatori di qualità” sul mercato che vadano ad affiancare Cezza (forse l’unico degno di essere definito tale). Tutti ci sfidano come la squadra della città del ministro Fitto che dev’essere abbattuta, possibilmente umiliata, ma noi stiamo affrontando questo campionato con una squadra di nani.
LA CLASSIFICA
Nardò 25; Molfetta e Copertino 22; Terlizzi, Trani, Lucera e Manduria 21; Bisceglie 19; Castellana 18; Sogliano 17; Cerignola 13; Corato 12; Massafra e Taurisano 11; Maglie e Locorotondo 10; Altamura 7; Tricase 3.
Le foto di questa pagina sono di Fabio Massimo Conte
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