Vivi Maglie: il portale di Maglie (Lecce)
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Home->Storia e tradizioni->Storia dall'Unità d'Italia ad oggi->Pietro Refolo
Pietro Refolo
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Sacrificò la sua vita per la causa del movimento operaio e contadino di Maglie e territori limitrofi. Il temperamento tenace e combattivo portò ben presto il giovane Pietro Refolo a diventare un attivista di prim’ordine: con grande meraviglia di Oronzo Scrascia e Giuseppe Scarpina riesce a persuadere 384 contadini a pagare i quattro soldi occorrenti per l’iscrizione alla Lega dei Braccianti.
L’organizzazione sindacale divenne il passaggio obbligato con lo scopo di perseguire la politica del riscatto salariale e di liberazione da condizioni di lavoro disumane (abolizione del cappuccio per le raccoglitrici di olive e conquista delle otto ore lavorative per tutti i salariati). La forte presa che riusciva ad avere sulle masse operaie e contadine gli comportarono esilio e carcere ad opera del governo fascista. Nel carcere di Ventotene fece conoscenza ed amicizia con Di Vittorio e Saragat. Era nato a Maglie l’11 gennaio 1884 e si spense a Lecce il 14 aprile 1958.
A 50 anni dalla morte, Maglie democratica è fiera di ricordare il suo illustre Figlio e farlo presente alle nuove generazioni quale luminoso esempio di uomo politico che impegnò tutta la sua vita al fianco dei ceti sociali più poveri, che vivevano del lavoro senza ricevere adeguata ricompensa. Se oggi tanta parte del mondo lavorativo ha raggiunto traguardi avanzati di compensi salariali e trattamenti previdenziali e pensionistici, lo si deve anche ai pionieri come Pietro Refolo, un figlio della nostra terra.
Associazione "Pietro Refolo"
Maglie
Via Orfanotrofio
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Pietro Refolo (a sinistra) in esilio a Parigi (1926-1930) nel suo lavoro di tipografo
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