
Un capitello nel centro storico di Maglie (Via Giannotta)
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Gli insediamenti originari di Maglie sorgevano nella parte alta ad occidente, quindi su un terreno sassoso e privo di acque sorgive. La necessità di essere più vicini all'acqua spinge gli abitanti a spostarsi verso est nella sottostante conca che raccoglie le acque e al tempo stesso fornita di vore che ne assicurano il drenaggio.
Questa zona era ricca di vegetazione e acqua che ne assicuravano la bontà dei pascoli e delle coltivazioni.
Il trasloco avviene tra il secolo VII e IX d.C. e questi nuovi insediamenti si dispongono ai lati della "Via di Mezzo", oggi via Roma, che sarà il germe dal quale si svilupperà tutto l'impianto urbano fino ai nostri giorni.
Gli insediamenti si formarono su due nuclei (isole), "isola di Mezzo" e "isola di San Nicolò".
Successivamente alle prime case con tetto a tegole sorsero la piazza delle pozze (detta così per la presenza di numerosi pozzi artesiani e chiamata oggi piazza Aldo Moro), il castello (oggi palazzo Capece), e le chiese di rito greco.
L'impostazione urbanistica rimase immutata fino al XVIII sec.
Sulla "Via di Mezzo", che originava dall'isola di Mezzo, si affacciava il cortile dei Sumai (oggi Corte dei Droso) e incrociava la Via di Santa Maria (oggi Via Ospedale).
L'isola di San Nicolò aveva come centro il Largo San Nicolò, dove oggi è la Piazzetta Duomo, e dal Largo partivano due strade, una verso nord, chiamata più tardi Via della Congregazione, e l'altra verso est, chiamata nel corso del tempo Via dei Foggiari (cavatori di pietre).
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Contemporaneamente attorno a Maglie sorgono degli insediamenti di monaci basiliani come è testimoniato da una laura basiliana in zona Franite.
Maglie diventa casale.
Nel 1200 le famiglie nobili salentine mal sopportavano la tirannia dei d'Angio e quando la casa di Svevia conquistò il Meridione subito appoggiarono il nuovo re. Tra queste famiglie, quella di Matino Glicerio de Persona e sua moglie Riccarda di Giurdignano, la quale aveva tra i suoi possedimenti il casale di Maglie.
Dopo che Carlo d'Angiò sconfisse Corradino di Svevia ci fu un periodo di vendette e il casale di Maglie passò a Ezechiele de Tucziaco, consanguigno dei d'Angiò, e dopo la sua morte il casale passa alla Corona. Attorno alla metà del 1300 viene eretto il castello nella parte orientale di Maglie, con pianta quadrangolare e tre torri.
A partire dal periodo Angioino maglie diventa un'importante centro di attività culturale bizantina che raggiunse il suo massimo livello con Giovanni Onorio (1498? - 1563).
E' di questo periodo la costruzione di monumentali palazzi di ricchi proprietari come quello che si può ancora vedere in Via Giannotta.
Del 1449 il primo documento che indica i Lubello come i signori di Maglie ed è il il triste periodo delle scorrerie turche nei casali salentini che culmineranno con il massacro di Otranto del 1480.
Nel 1491 Maglie viene saccheggiata dai Turchi.
Sotto i Lubello arrivano i Francescani a Maglie (1585) che mettono definitivamente termine al rito greco ormai obsoleto che perdurava da sei secoli. I Lubello vendettero nel 1608 il casale a Paolo Maresgallo sotto il quale Maglie aumenta d'importanza a livello amministrativo. Succedono poi i Prato (dal 1707), i Filomarino (dal 1711) che vendettero per debiti il casale ai Capece di Barbarano nel 1723. In questo secolo alcuni uomini di cultura come Francesco Piccinno e Ignazio Ricci lasciano in eredità un notevole patrimonio in libri e opere letterarie. Quando l'ultimo Capece maschio morì, ereditò tutto Francesca Capece la quale regnò fino al 1806 anno in cui Giuseppe Bonaparte abolì i feudi. Non avendo figli maschi, Francesca Capece lasciò tutti i suoi averi ai Gesuiti a condizione di fondare nel suo castello una residenza per istruire i giovani. Nacque così il Collegio Capece (1843). |

Un palazzo del XVI sec. di Via Giannotta

Palazzo Capece (ex castello) |